venerdì 4 luglio 2014

Una storia... di bambine, principi e castelli!

Si ci sono ancora.. e non mi sono dimenticata del blog. N'è della casa, n'è di tutto il resto del mondo...  Sono solo un po' (molto) assorbita dai miei (milioni di) impegni e non ne esco facilmente indenne, sopratutto di testa!

Intanto vi racconto una storia. La storia di una bambina con gli occhi grandi. Occhi grandi che sognano. Spesso questa bambina non vedeva neppure quello che aveva intorno, immersa in quella che era la sua realtà onirica. Una bambina che non ha mai accettato che un sasso fosse un sasso e basta e non un prezioso reperto. Una bambina felice con gli occhi grandi che sognava di diventare una principessa.


E sognava la reggia prima del principe azzurro. La vedeva: la sua casa in campagna immensa, antica, con il fienile pieno di gatti. Perché lei era una bambina gatto, ovvero un gatto nel corpo di una bambina. L'altalena attaccata alla grande quercia, il ruscello che gorgogliava, il campo da pallavolo, la casa sull'albero e il grande tavolo sotto l'antica pergola ricolma di uva... e lei che volteggiava, correva, nuotava. La bambina gatto dai grandi occhi scuri viveva in una città. Neppure una città grande. Si addormentava contando le macchine che passavano davanti al suo appartamento. Ma in realtà lei era la principessa della sua reggia.


La bambina dagli occhi grandi si trasformò presto in una ragazza, i sogni si trasformarono in insoddisfazione, in perenne scontento. Gli occhi iniziavano a vedere entrambi sia i sogni che la realtà e a confrontare. E i sogni crescevano e la realtà restava chiusa. Leggeva libri, milioni di libri che aiutavano la fantasia ad alimentarsi portandola altrove, in mondi alieni, fantastici, antichi, stranieri.

Passavano gli anni e la bambina ridimensionava i suoi sogni.
Il principe azzurro lo aveva trovato. Non aveva il cavallo bianco, n'è i regni o le regge dei suoi sogni ma si era fatta comprare da un sorriso da favola, dai limpidi occhi azzurri e dalla gentilezza del suo cuore. Ma continuava a sognare la sua reggia.


Un giorno una donna con gli occhi stanchi si imbatte in una casa: sono soli pochi muri spogli. Senza finestre, senza porte. La casa è in campagna, non è isolata ma il posto è bellissimo. E' tutta potenzialità: le stanze vuote possono riempirsi di sogni di ogni tipo. E lei adora sognare. Adora il sabato, l'attesa, il momento che sta per compiersi. Anche se poi è impaziente e freme per realizzare i suoi sogni è questo il momento più bello. Il momento in cui tutto può succedere. Il momento in cui anche una casa in cantiere può sembrare una reggia e farti battere il cuore con i suoi muri, il suo giardino distrutto e quella quercia ancora piccola.


E la donna si trasforma di nuovo in una bambina.... una vera principessa!

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2 commenti:

  1. Splendido racconto Alice, un racconto che per alcuni aspetti si avvicina a quello che era il mio sogno....Il tuo piano piano si sta realizzando e sono felice per te! Non permettere a nessuno di interrompere i tuoi sogni.....credici e continua a lottare per realizzarli....fidati, si può ♥! Un abbraccio. Paola

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  2. PAOLAaaaa.... con un lievissimo ritardo GRAZIE!!! ce l'ho fatta... ;) sopratutto a sopravvivere! Ora scrivo un nuovo post...

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Commenti?!?

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